Antonio “Tato” Vastola

13509872_10209803246106656_401347794_o

– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Ciao a tutti in primis, diciamo che è stato innato. Vedevo le band suonare e i batteristi mi incantavano non c’era una ragione vera e propria, ma 2 batteristi amici di famiglia sono stati i miei primi ispiratori diretti, Walter Sassi e Tino Lonati che ora hanno vite totalmente lontane dai palchi

–  Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

Ho quasi costretto mio padre a comprare una batteria a 100.000 lire avevo 12 anni e abitando in campagna e avendo genitori che lavoravano tutto il giorno io nei pomeriggi dopo la scuola pestavo come un dannato a casa cercando di stare dietro alle canzoni dei vinili di mio padre, poi ho preso qualche lezione di rudimenti da Tino Lonati e in seguito da Marco Cavani, ma per lo più mi reputo un autodidatta

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

I primi KAOSLORD (Thrash Metal) con i quali abbiamo suonato in tutta italia e negli stati uniti, una paretesi in italia con i SETTEVITE e molto lavoro live in italia con una parentesi statunitense è stato fatto con i FRATELLI CALAFURIA, più molte sessioni in studio e live con PINO SCOTTO/SARAH STRIDE/LA MACHINE e innumerevoli cover Band

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Ora ho due miei nuovi progetti musicali STALKER (stoner rock) e I MALE (slunge noise metal) più una Cover Band (hard ‘n’ heavy) HEDDY METAL SOCIETY

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

Da quando ho scoperto il Polimetilmetacrilato o più comunemente Plexiglas me ne sono innamorato io ho una ddrum in questo materiale e non mi ha mai deluso sia live che in studio con generi completamente diversi dallo slowfunk allo sludge metal la trovo versatilissima è diventato il mio strumento principale

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

 Per quanto riguarda il set up: cassa “22 -rullo “14 -tom “14 – timpano “ 18- charleston “14 – ride “22 – 2 crach “18 – per me l’importante è che cassa-tom-timpano siano belli profondi. Poi come rispondevo prima ho una DDRUM plexiglass una DRUMSOUND fatta fare per il tour dei FRATELLI CALAFURIA con i colori di quel disco e una vecchia PEARL EXPORT da battaglia, da anni uso piatti UFIP BRILLIANT per CRASH e UFIP NATURAL per RIDE e CHARLESTON, pelli REMO EMPEROR non sabbiate per TOM – TIMPANO, REMO PINSTRIPE sabbiata per RULLO e non sabbiata per CASSA, BACCHETTE VATER 5B ma in realtà basta che siano 5B che spesso uso al contrario

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

 Onestamente con gioia sono tutti momenti di pura evasione dalla realtà per me, ossigeno vero

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile!

Esatto aggiungerei difficilissima ma è giusto cosi, allora rispondo di getto: Stewart Copeland, Buddy Rich, Phil Collins

– E invece 3 dischi?

Ancora più complesso, ma prendo una licenza e ti frego: 3 dischi secondo me da ascoltare per i batteristi, PRIMUS – BROWN ALBUM, MESHUGGAH – KOLOSS, VAN HALEN – 1984

E 3 dischi da ascoltare mentre vivi, PINK FLOYD – THE WALL, VOIVOD – DIMENSION HATROSS, SHIHAD – KILLJOY

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Di iniziare se si ha una vera passione e buttarsi a capofitto, ma la cosa che reputo più importante è cercare di capire il meglio possibile cosa è il Groove cercare di far muovere il piedino a chi ti ascolta (per usare un piccolo esempio), prima di 1000 rulli e 10.000 colpi

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

 Continuare a produrre, registrare, suonare, musica finche ho le energie e il mio cervello me lo richiede, ora per esempio con I MALE e gli STALKER

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Non morirà mai lo strumento suonato, la tecnologia ha messo tutto in griglia ha fatto suoni che le mani e gli strumenti acustici non si possono permettere, ma è “passami il termine” l’errore umano che ha creato e continuerà a creare la vera evoluzione, per fortuna.

Ciao a tutti e grazie per la chiaccherata

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...