Jacopo Coretti

coretti

–  Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Amore a prima vista. Ho iniziato a suonare la batteria all’eta’ di due anni, con l’aiuto di mio padre che fortemente ha voluto introdurmi naturalmente nel mondo della musica. Ricordo ancora oggi le ore passate sulle sue gambe, ascoltando e provando ad accompagnare dischi di Frank Zappa, Gong, Miles Davis, Supertramp, Talking heads e tantissimi altri. Da quei giorni non ho piu’ smesso di suonare e da lì ho capito che la mia vita sarebbe stata quella del musicista.

–  Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

Ho iniziato a studiare intorno ai sei anni, con numerosi insegnanti, ad esempio Bruno Rizza, Azeglio Izzizzari e Jhonny Fiorillo che mi hanno accompagnato nello studio. Crescendo sentivo l’esigenza di assimilare tutto quello che avevo carpito durante l’infanzia ed ho deciso di percorrere da autodidatta per alcuni anni. Ho avuto però la fortuna di suonare con numerosi musicisti molto più grandi di me e di girare l’Italia sin da piccolo. Per me è stata davvero una grande scuola. Successivamente ho studiato presso la St.Louis di Roma per tre anni con insegnanti come Luca Trolli, Enzo Restuccia e in alcune occasione con Claudio Mastracci.

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

Sono moltissime, la più significativa è quella che nel 2006 mi ha portato a condividere palchi europei con un tour di più di 120 concerti, con grandissimi nomi internazionali quali ANDREA BRAIDO, storico chitarrista italiano, ULY JOHN ROOTH chitarrista degli SCORPION, GRAHAM OLIVER chitarrista dei SAXON, JOHN MC COY bassista della IAN GILLAN BAND e NATHANIEL PETERSON che ha collaborazioni come JEFF PORCARO, SAVOY BROWN e tantissimi altri. Avevo diciassette anni. Altra grande esperienza formativa è stata l’organizzazione per sedici anni di diversi Festival in Provincia di Frosinone (ALATRI IN BLUES, SOUND WAVE FESTIVAL, COLFELICE BLUES), organizzando concerti per questi artisti: MARCO MINNEMANN, MIKE STERN, DAVE WECKL, TOM KENNEDY, BOB FRANCESCHINI, BILLY COBHAM, PAT TORPEY, HORACIO EL NEGRO HERNANDEZ, DAVID CROSS, RICHIE KOTZEN, POPA CHUBBY,JOE BOWIE’S DEFUNKT, LINLEY MARTHE, TONY LEVIN, PAT MASTELOTTO, MICHAEL BERNIER, FRANK GAMBALE, JOEL TAYLOR, STEVE GADD, MIKE MAINIERI, DAVID SPINOZZA, BRIAN AUGER, OMAR HAKIM, RACHEL Z, MINO CINELU, DENNIS CHAMBERS, JEFF BERLIN, SCOTT HENDERSON, PINO DANIELE,CARL PALMER ,TONY MARTIN, CLIVE BUNKER , JEFF LORBER, GARY NOVAK, ERIC MARIENTHAL, JIMMY HASLIP e tantissimi altri. Respirare negli anni tanta musica diversa e condividere idee e pensieri con nomi di questa portata per me è stata l’esperienza più formativa della mia vita.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Fortunatamente in questi ultimi anni sto lavorando tantissimo soprattutto con i live, decine e decine di tour in giro per l’Italia ed in Europa, accompagnando diversi artisti di caratura internazionale nel mondo del blues rock, ad esempio KRISSY MATTHEWS, ALIX ANTHONY, TIM MITCHELL, LEBURN MADDOX, NICO’ZZ, SPY AUSTIN, NICOLA COSTA TRIO con MARIO GUARINI, DEMIAN DOMINGUEZ. Nell’aprile 2016 un importante tour Europeo durato un mese mi ha visto protagonista alla batteria per Leburn Maddox , suonando prevalentemente nei Paesi dell’est come: Polonia, Repubblica Ceca, Cecoslovacchia, Germania e Svizzera. Da ottobre 2016 saro’ in tour in Francia con NICO’ZZ e KRISSY MATTHEWS, in dicembre una nuova collaborazione con ROB TOGNONI, da gennaio 2017 con LEBURN MADDOX, febbraio con IKE WILLIS storico chitarrista di FRANK ZAPPA insieme agli OSSIDURI, band torinese che vanta collaborazioni con ELIO E LE STORIE TESE e lo stesso IKE…. Ed ancora aprile e maggio con DEMIAN DOMINGUEZ e KRISSY MATTHEWS. Parallelamente a tutti questi tour collaboro con LUCIANO DABBRUZZO E MIG, cantautore italiano con il quale abbiamo vinto il premio FABRIZIO DE ANDRE’ presso l’auditorium parco della musica di Roma. Abbiamo appena registrato il nuovo album che attualmente è in fase di pubblicazione.

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

Non ho uno strumento ideale, o meglio, in base alle esigenze artistiche che devo affrontare, il mio set up è sempre differente. Ma adoro utilizzare ad esempio piatti con sonorita’ scure per ogni tipo di progetto, dal pop al funk, al blues rock. Il mio suono è il mio strumento ideale.

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

Sono endorser VALMUSIC per i brands X-DRUM , piatti turchi PASHA e bacchette svizzere AGNER. Riguardo la batteria ho una bellissima PRO STAGE, varie sono le misure, casse da venti e ventidue ,   tom da otto, dieci e dodici, timpani rigorosamente a terra da quattordici, sedici e diciotto. Il set di piatti PASHA è molto variopinto, dai vintage series ai brilliant, di varie misure…Bacchette classiche 5° AGNER . Riguardo i rullanti rappresento l’azienda modenese MUSA, che ha realizzato per me quattro diverse tipologie in carpino, misure diverse, dieci, dodici, quattordici e un particolarissimo doppio diametro tredici per quattordici che tutti possono ascoltare nel mio video condiviso da DRUM TALK TV “USA”.

Infine sono endorser REMO, distribuite in Italia da ARAMINI. Sono vari i modelli utilizzati nei miei tour e mi piace variarli ogni volta in base al suono richiesto dai brani. Per tutto il supporto sono doverosi i ringraziamenti a Mario Di Peco e Fabiana Ferrandino di Valmusic, Riccardo Lodi di Musa e Gianluca Aramini.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

Sono per me momenti importanti per un musicista, diversi e nello stesso tempo uguali, bisogna sempre capire cosa si sta creando e con chi lo si fa….adoro suonare dal vivo come amo registrare dischi. Per far si che tutto si svolga al meglio è importante studiare, comprendere cosa desidera il front man, leader e la band stessa per portare il suono in una globalità senza perderne le peculiarità singole del mio personale tocco.

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

Questa è una bellissima e difficile domanda a cui rispondere. Avendo ascoltato musica a 360 gradi non saprei davvero elencare i tre batteristi che io preferisco, perché sono davvero molti ma se dovessi sceglierne tre tra i tanti sono STEWART COPELAND , BILLY COBHAM e STEVE GADD.

– E invece 3 dischi?

Musica a 360 gradi per me quindi: Hot rats di Frank Zappa, Heavy Weather dei Wheater Report e RATM dei Rage Against The Machine

– in base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Di iniziare ma non per gioco, studiare costantemente, fare sacrifici, ascoltare tantissima musica e suonare generi differenti , tutto accompagnato da un pizzico di umiltà che non fa mai male.

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sono moltissimi e sarebbe bello sapere quali la vita mi riserverà. Io mi impegnerò sempre come ho sempre fatto e il mio più grande progetto è quello di dare sempre la versione migliore di me stesso nella musica e di condividerla con grandi artisti come ho già avuto il piacere di fare. Non manca certo il desiderio di costruire una famiglia e magari insegnare ai miei figli, girare il mondo, conoscere sempre nuova e bella gente. Non chiedo altro, anzi si una cosa la chiedo, rispetto. Il rispetto per chi decide di intraprendere il lavoro del musicista. Proprio così, “lavoro”.

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Sinceramente sono tantissimi i nuovi talenti nel mondo del drumming, ma sono davvero pochi quelli che si differenziano, ora sono tutti un po’ ispirati dalla GOSPEL CHOPS americana. Trovo importante prendere spunto dai grandi, ma non di imitarli, altrimenti potrebbe diventare tutto molto piatto e poco originale. Noto che ci sono moltissimi musicisti virtuali oggi, tanti quelli che vogliono essere sull’onda e misurarsi con il numero di like su facebook. Credo sia importante sfruttare la tecnologia nel nostro lavoro ma non basta qualche video su youtube e una bella registrazione soli nel nostro studio. Uscire e creare la propria musica, condividere con altri musicisti, conoscere le persone, stare con il pubblico e dare tutto ciò che si è, non solo ciò che si ha. Realmente ,la musica è un’altra cosa …..

Invito i lettori a visitare il mio sito ufficiale “jacopocoretti.com” e la mia pagina facebook “jacopo coretti drummer”.

 

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