Fabio Pedolazzi

Pedolazzi

– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Prima di tutto, un saluto a tutti…. Mi ricordo che fin da piccolo, eta’ 4/5 anni, ogni volta che mio padre accendeva lo stereo per ascoltare un po’ di musica, iniziavo a battere le mani, oppure prendevo dalla cucina i cucchiai di legno, e  qualsiasi cosa che facesse uscire un suono, cercavo di tenere il tempo della canzone…

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

Mi sono avvicinato alla batteria in modo piu’ concreto all’eta’ di 11 anni, prendendo lezioni dal maestro Roberto Nigrelli….
Assimilate le basi per poter suonare lo strumento, continuo autonomamente il processo di miglioramento e di conoscenza della batteria. 
A 13 anni formo insieme ad amici una cover band, gli ANONIMA SOUND, e con loro inizia l’attivita’ live nei locali e feste del paese, che dura circa un paio di anni … dai 15 ai 17 anni decido di fermarmi, abbandonando lo strumento, ma la voglia di riprendere a suonare e’ tanta, e vengo contattato dai DANGEROUS BULLET, punk rock band della mia zona, che mi convincono a riprendere in mano le bacchette, per iniziare una nuova esperienza, quella del scrivere canzoni proprie….
Da quel momento in poi, l’attivita’ non si e’ piu fermata.

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

Le esperienze artistiche piu’ significative sono state sicuramente l’esperienza con i MATT CADILLAC & THE SHOOTS, band rock’n’roll-blues, durata 6 anni, dove abbiamo inciso un disco “ Highway of Rock “, che ci ha permesso di suonare parecchio in locali di tutto il Nord Italia, e aprire a diversi artisti di livello Internazionale, e quella attuale, con la mia band IL VILE.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Attualmente faccio parte della Stoner/Rock band IL VILE, con cui sto lavorando al nuovo disco, in uscita a Febbraio 2017 sotto Habanero Factory …. Questo sarà il terzo disco della band, dopo l’LP “Insonne”- Alma Music 2010, e l’EP “ La tragedia del mediocre” – This is core 2014. Inoltre siamo sempre impegnati nei live, avendo avuto anche la fortuna di suonare in diverse situazioni veramente belle.

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

Ho da poco acquistato una batteria Steel drum, completamente realizzata in acciaio, e per il genere che faccio e  il tipo di suono di cui ho bisogno, me ne sono innamorato subito …. Ho provato diversi tipi di batterie, ma finalmente ho trovato quella giusta!

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

Batteria Stainless Steel doppia finitura 22×16 – 12×8 – 16×16, piatti Paiste PST 7,p Pelli Evans e bacchette Vic Firth 5A.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

Tutti e tre importanti, e li affronto tutti sempre con impegno e intensita’…. Mi piace molto il lavoro in studio, ma le sensazioni che provi nei live sono uniche!

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

 

Io adoro gli Aerosmith, quindi dico Joey Kramer, poi Phil Rudd, un metronomo, e il terzo Mikkey Dee

– E invece 3 dischi?

Dischi potrei elencare tanti… diciamo “1916” dei Motorhead, “Pump” degli Aerosmith e per rimanere in Italia direi “Negrita”, il primo album omonimo della band.

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Come per tutte le cose direi costanza, credere sempre in quello che si sta facendo, divertimento e, come diceva il mio primo maestro, le basi servono ma mi raccomando, ascolta tanta tanta musica e cerca di apprendere il piu’ possibile da quello che ascolti

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sicuramente adesso sono concentrato sul nuovo disco de IL VILE, poi vedremo quello che riserverà il futuro…

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Da quello che posso vedere oggi, direi che molti giovani si stanno avvicinando a questo strumento, il livello di insegnamento si è alzato moltissimo e di conseguenza la crescita dei giovani batteristi è veloce, quindi vedo un futuro roseo senza ombra di dubbio.

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