Martina Nobili

Nobili

– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Ciao a tutti! Il mio amore per la batteria nacque a 10 anni, quando comprai il mio primo cd con la prima paghetta mai avuta. Il cd era “Back In Black” degli AC/DC. Mi innamorai subito di quel groove che spruzzava rock da tutti i pori. Dai 10 a 12 anni suonavo tutto quello che avevo intorno. Ricordo che il mio lavandino aveva un suono ottimo! Ora ho 20 anni e ammetto di suonarlo ancora!

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

A 12 anni ho iniziato ad andare a lezione nella polisportiva vicino a casa. Dopo 3 anni, il mio insegnante di allora mi disse che era ora di alzare il livello degli studi. Così ho iniziato ad andare in un’accademia dove avevo un ottimo insegnate, che a causa di problemi di salute ha potuto insegnarmi solo per un anno e mezzo. Il mio ultimo maestro è stato Lele Veronesi.

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

La tappa più importante è quella che sto vivendo ora. Ho una band: “KARNE KATTIVA”, con la quale ho iniziato a suonare quasi 4 anni fa. A ottobre del 2015 è uscito il nostro primo album: “CAPTIVE ANIMALS” e il nostro primo video ufficiale del singolo “STUCK ON IT”. Il nostro genere deriva dal glam rock/hard rock.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolta?

Oltre a continuare a suonare coi KARNE KATTIVA, sto collaborando con un cantautore italiano, un mio grandissimo amico col quale facciamo un genere chiamato dream pop. Il suo nome d’arte è ED. E’ da poco uscito un suo EP: “MODERN TIMES” in free download in attesa dell’uscita del disco per questo inverno. Ha sempre cambiato tanti batteristi, e ha chiamato me solo perché sono mancina (come lui) ahah! Scherzi a parte, sono molto felice di poter collaborare. E’ molto utile uscire dal “proprio” genere musicale. Ti fa crescere.

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

In realtà non l’ho ancora scoperto. Sono in fase di sperimentazione. Più il suono è naturale, più mi piace.

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

Possiedo una Tama Silverstar All Birch Shell in betulla: cassa 18×22; tom 8×10; tom 9×12; timpano 14×16; rullante 5×14. Piatti: Charleston Zildjian A Custom 13″; Crash Ride Zildjian A Custom 17”; Crash Amedia Thrace Series 16”; Ride Amedia Thrace Series 22”. Pelli Remo pinstripe. Bacchette Vic Firth 5B.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

Sicuramente con molta serietà e passione, ma il momento di divertimento non può mai mancare. Probabilmente nei live mi lascio trascinare troppo dalle emozioni. Devo trovare il mio equilibrio in tutte e tre le situazioni perché ogni volta cambiano. Un live, una registrazione o una prova non sono mai come la volta precedente. C’è sempre qualcosa di nuovo.

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

Adoro Keith Moon, e ammetto che “un po’”mi ha influenzata. Ne vorrei scrivere tanti altri, ma in questo momento ho in testa Simon Phillips. Il primo batterista di cui mi sono innamorata è Steve Gadd. Rimane il primo in classifica.

– E invece 3 dischi? E’ questa la domanda davvero difficile!

Un disco che non smetterei mai di ascoltare è “Déjà vu” di Crosby, Stills, Nash & Young. “Who’s Next” degli Who. “Moanin’” di Art Blakey and the Jazz Messengers (altro batterista che amo).

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Di vedere gli ostacoli non come limiti ma come possibilità per migliorarsi sempre. E, ovviamente, di essere costanti.

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho bisogno e una voglia matta di tornare a lezione da Lele Veronesi. Mi sono ripromessa che a ottobre torno a lezione. A settembre andrò in tour coi KARNE KATTIVA in Spagna, e questa primavera registreremo il nuovo disco. I pezzi sono già pronti e noi non vediamo l’ora!

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Sinceramente lo vedo ottimo. Ricercando trovo sempre talenti nuovi. C’è chi rimane sul classico e chi invece sperimenta. C’è da dire che solitamente la voglia di iniziare a suonare la batteria (e anche gli altri strumenti) viene in modo istintivo..queste cose non moriranno mai! Ah, inoltre, è un ottimo sport! Dovreste vedere i miei “muscoli”!

Ciao! E’ stato un piacere.

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