Luca Cirillo

charlies

– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

L’amore per la batteria è nato subito, credo di avere il ritmo nel sangue. Sin da piccolissimo i miei genitori mi fecero ascoltare parecchia musica e ricordo che mi piaceva già molto. Poi all’età di 2 anni mi comprarono una batteria giocattolo e da li cominciai ad appassionarmi allo strumento seppur non sapendolo suonare.

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

All’età di 11/12 anni, decisi di cominciare a prendere delle lezioni dall’insegnante Marco Stella. Dopo qualche anno cambiai, iniziando un percorso con Max Ferraro, il quale mi ha successivamente introdotto nell’Associazione Culturale Make Music. Attualmente invece studio presso la NAM di Ponte Seveso (MI) con il maestro Tullio De Piscopo

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

All’età di 13 anni, presi parte al mio primo gruppo, gli Anarky Street, successivamente arrivarono gli Spritz Train. Con quest’ultimi, oltre alle cover, mi approcciati ai primi pezzi inediti. Fu una bella esperienza che mi permise di suonare in numerosi locali, riscuotendo anche un discreto successo a livello provinciale, evidenziato anche dalla vincita di alcuni concorsi. Dopo gli Spritz Train mi unii ai F.e.l.l.s. Wanted, cover band indirizzata al panorama Hard Rock.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Ora faccio parte dei Charlie’s Stripe, indie rock band di Domodossola. Abbiamo pubblicato in aprile il nostro primo EP sotto l’etichetta Leopard Records e ultimamente stiamo cominciando a farci conoscere anche fuori provincia. Parallelamente faccio parte anche dei Flexy Mind, funky rock band che propone brani inediti e cover. Infine mi sono unito anche alla Cioka Band, gruppo folk rock che di dedica sia a brani inediti sia alle cover, il tutto rigorosamente in dialetto ossolano

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

La mia batteria ideale è senza troppi fronzoli. Possiamo quindi dire il set classico: rullante, tom, timpano, charleston, due crash e un ride.

-Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette.

Utilizzo una Ludwig Accent Custom, con un rullante da 14′, un tom da 13′, un timpano da 16′ e cassa da 22′. Per quanto riguarda i piatti ho un crash Alchemy da 16″, un crash Alpha della Paiste da 18″, un Ride della Paiste Pst5 da 22″. Invece per le pelli, utilizzo le Remo Ambassador. Infine le mie bacchette preferite sono le Vic Firt sd2 Bolero.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

Li affronto con molto piacere e molta carica, se si comincia ad essere annoiati anche solo in uno di questi tre momenti c’è senza dubbio qualcosa che non va.

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

Domanda parecchio difficile davvero. Sono combattuto tra Mike Portnoy e Tony Roister Jr, tutti e due mi hanno sempre influenzato, ma quello che mi ha caratterizzato di più è sicuramente Portnoy. Trovo interessante anche Buddy Rich, ma diciamo in maniera leggermente inferiore si due già citati

– E invece 3 dischi?

I miei 3 dischi preferiti sono: Nightmare degli Avenged Sevenfold, 1984 dei Van Halen e Images and words dei Dream Theater

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Un consiglio molto importante per chi vuole cominciare a suonare è sicuramente quello di avere continuità nello studio, di avere tantissima voglia di andare avanti e di migliorarsi. Un’altra buona abitudine è quella di ascoltare tantissima musica, non fossilizzandosi soltanto su un genere ma al contrario spaziando il più possibile

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio sogno è quello che di riuscire a sfondare nel mondo internazionale della musica. Parlando in maniera più concreta sarei molto felice di riuscire, un domani, a diventare insegnante di batteria e trasmettere la mia passione ai più piccoli

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Purtroppo lo vedo parecchio male, ci sono sempre meno ragazzi interessati alla batteria. Ultimamente sembra che basti trovare una base sul computer e il gioco è fatto. Purtroppo, credo che se si andrà avanti in questa direzione il ruolo della batteria nella musica sarà sempre più limitato. Ovviamente spero che non sia così e che le cose cambino, che si torni ad avere un po’ più di interesse verso gli strumenti musicali.

 

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