Diego Galeri

diego

(Foto:Sara Ottanà)

– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

 Sin da bambino ho provato attrazione per la batteria, mi affascinavano il suono e lo strumento in se…dopo il classico periodo in cui mi sono cimentato con pentole e coperchi i miei genitori mi hanno iscritto ad un corso di chitarra classica che ho frequentato per due anni ma che poi ho abbandonato per mancanza di stimoli. Subito dopo ho iniziato a suonare la batteria…all’età di 13 anni circa.

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

Ho studiato batteria per diversi anni con un insegnante a Brescia, Satiro Romano, a cui devo molto, soprattutto perchè ha saputo trasmettermi oltre l’amore per lo strumento anche quello per la musica nella sua totalità. Terminato il percorso di studio con Satiro ho continuato ad approfondire gli argomenti che mi interessavano ma soprattutto ho suonato tanto dal vivo e in studio e in qualche modo lo studio dello strumento, inteso in senso classico, è passato in secondo piano per lasciare spazio alla ricerca e alla sperimentazione sul campo. Oggi preferisco investire il mio tempo nella ricerca di suoni e combinazioni ritmico/musicali inedite che siano finalizzate alle mie produzioni piuttosto che studiare la tecnica…per me la batteria (e il ritmo di conseguenza) è solo uno degli elementi che compongono la musica e non mi piace focalizzarmi solo su quello…lavoro tutti i giorni suonando e registrando musica nuova e lo spazio dedicato alla batteria è solo una frazione dell’intero lavoro.

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

Gran parte della mia vita artistica l’ho vissuta con i Timoria che mi hanno formato e permesso di fare della musica la mia vita. Il percorso con i Timoria è durato quasi due decadi, al termine ho fondato una nuova band, Miura, assieme a Illorca (bassista dei Timoria) e Killa ( già chitarrista di Zona e Alligator). Con i Miura ho registrato e pubblicato tre albums. Finita l’esperienza con i Miura ho avviato un nuovo progetto, Adam Carpet, tutt’oggi attivo. Con Adam Carpet ho pubblicato tre dischi (“Parabolas” è uscito proprio in questi giorni per Irma Records).

In contemporanea ho pubblicato alcuni EPs solisti di musica elettronica con il moniker del10 e dal 2008 gestisco la mia etichetta indipendente Prismopaco pubblicando alcuni dei miei dischi ma soprattutto dischi di altri artisti che mi piacciono.

Non ultimo da alcuni anni insegno batteria alla Percussion Village Music School a Milano e privatamente.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Adam Carpet in primis, il nuovo album “Parabolas” è uscito il 30 Settembre per Irma Records. Ne sono particolarmente entusiasta anche perchè per la prima volta nella mia carriera di musicista un disco di una mia band è distribuito anche in Europa.

del10 è un progetto a cui lavoro sempre e che mi permette di scrivere e registrare musica in totale autonomia e libertà…una sorta di valvola di sfogo.

Poi c’è un progetto nuovo che ha preso forma negli ultimi mesi…con altri due musicisti…ci sono un buon numero di tracce finite…ma, per ora, non sono in grado di dare altre informazioni.

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

Dipende dalle situazioni… in genere per musica “elettrica” bassdrum da “22, tom da “12, due floor da “14 e “16, snare da “14, hi-hat, ride e due crash sono il mio standard ideale anche se con Adam Carpet oggi il mio set è molto diverso e decisamente ibrido…uso cassa da “18 e floor da “14 acustici, due rototoms “10 e “14 e tre pads elettronici + pedale trigger gestiti da una centralina TM2, tutto Roland.

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

Uso batterie Pearl (MMP e MCX), piatti Sabian (HH, HHX, Legacy e Artisan), bacchette Pro-Mark (TX747W), pelli Evans (Coated G1 e G2) ed elettronica Roland.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

Ogni aspetto del fare musica originale ha il proprio fascino. Cerco il più possibile di godere sempre della musica… in qualche modo la musica per me è come la nutrizione…se non mangio non vivo, se non faccio musica idem.

Dunque quello che cerco di fare è scrivere e suonare sempre buona musica, buona per me naturalmente…e in qualsiasi momento traggo energia da quello che sto facendo…sia che sia fare le prove, lavorare in studio o suonare dal vivo…faccio sempre tutto con entusiasmo e non ne ho mai abbastanza.

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

Stewart Copeland, Phil Rudd, Mel Gaynor.

– E invece 3 dischi?

Regatta De Blanc (Police), New Gold Dream (Simple Minds), Selected Ambient Works Vol II (Aphex Twin)

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Gli steps a mio avviso sono tre:

1 – Studiare con un insegnate per acquisire una corretta impostazione (impugnatura e postura sulla batteria), a seguire imparare i grooves e le tecniche fondamentali ma soprattutto imparare a suonarli a tempo (non importa quanto veloce).

2 – Ascoltare tanta musica (di tutti i generi) e cercare di assimilarne le caratteristiche principali e le sfumature, lo si può fare ascoltando i dischi ma soprattutto andando a vedere tanti concerti dal vivo.

3 – Trovare altri musicisti con cui condividere una band, se dedita a creare musica propria meglio…dare spazio alla creatività e suonare con gli altri ti fa crescere, divertire e ti riempie la vita.

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Continuare a lavorare ai progetti in cui sono coinvolto.

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Lo vedo bene, oggi più che mai la musica è impregnata di pulsazioni ritmiche e i batteristi hanno mille stimoli e mille modi per poter imparare e sperimentare nuovi approcci allo strumento…la tecnologia ci permette di lavorare quasi senza orizzonti…dobbiamo solamente stare attenti a non trascurare le lezioni dei grandi del passato e reinterpretarle con intelligenza per poterle adattare agli stili della musica di oggi.

http://www.adamcarpet.com/

http://www.prismopaco.com/

 

 

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