Alessandro Deidda

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(Foto: Niccolò Antonietti)

-­ Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Avevo all’incirca 10 anni e prima di appassionarmi alla batteria è nata la passione per la musica, come ascoltatore e come compratore seriale di dischi il sabato pomeriggio, nonostante le migliaia di vinili di mio padre.
Penso che la scelta della batteria sia dovuta a due fattori fondamentali che risalgono all’incirca a quando avevo dodici anni: in primis mio papà faceva il barman in un locale molto famoso per la scena rock anni 90,si chiamava Sorpasso, era un locale non molto grande dove suonavano quasi ogni sera,(presentarono il disco ten i Pearl jam, Heroes del silencio, elio, clinic di ogni tipo…) spesso passavo serate a vedere concerti.
Ero affascinato dalla batteria , il ruolo del batterista mi si addiceva, ero un po’ timidino e non mi piaceva l’idea di stare in prima linea e poi mi affascinava molto la fisicità dello strumento… di energia ne ho sempre avuta da vendere.Il secondo punto fondamentale fu quel fantastico maestro di musica delle medie che disse a mia madre che ero aritmico (forse aveva ragione ahaha).

– ­Com’ è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

A tredici anni iniziai il corso di batteria e proseguii con lo stesso insegnante, Riccardo Zappa fino a 16 anni, quando formai la mia prima band nel ’92 con il cantante de “Le vibrazioni”, Francesco. Poi a 17 anni iniziai a lavorare da “Mokke’s drum” e presi varie e svariate lezioni private, da li passavano tutti i batteristi italiani e stranieri e per me poterli osservare da vicino anche solo per cambiare una pelle era una lezione giornaliera e costante. Non ho mai fatto una vera e propria scuola di batteria ma più una ricerca legata al suono e alla personalizzazione dello stile, ricerca che continuo ancora oggi.

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

Le tappa più importante è stata sicuramente con la mia band “Le Vibrazioni”. Con loro ho iniziato a fare il batterista di professione e diciamo che dodici anni non sono proprio una tappa ma una parte di vita, esperienza, famiglia,amore. Ci sono molti ricordi a cui sono profondamente legato: il primo concerto in piazza duomo a Milano grazie al primo singolo “Dedicato a te” nelle radio , le quarantamila persone per il CornettoFreeMusic nel primissimo tour 2003, poi l’Heineken Jamming con Vasco Rossi, il Tim tour con i The Chic, SanRemo 2005, l’Mtv day, il concerto del Primo Maggio, il live Earth con Sting, la registrazione di Officine Meccaniche su nastro e il relativo  tour, l’aperura agli Ac/dc a Udine, nonostante i “fan” poco simpatici che lanciavano di tutto sul palco! (io pero’ ho suonato con la campana di Hells Bells sopra la mia testa) e poi sicuramente i ricordi legati alle altre band come “I Cosi” con cui abbiamo aperto per i Deep Purple all’ippodromo di Milano, ricordo fantastico…Poi ancora nel 2013 il live con Morgan al teatro romano di Verona, il tour con Il Genio, i due tour in Francia con Pete Ross.. e poi dal 2010 Adam Carpet che mi ha stimolato notevolmente nella ricerca di un sound differente!

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Ad oggi il mio progetto principale è la band Adam Carpet, nata nel 2010, band strumentale che definirei Electro-­post Rock, con doppia batteria, io e Diego Galeri, due bassi, chitarre, Synth. Il 30 settembre è uscito il nostro terzo disco “Parabolas” e a novembre inizieremo con i primi live.
Nel frattempo collaboro ancora con Francesco Sarcina (Vibra), ho fatto un tour con Rachele Bastreghi (Baustelle), qualche Led Zeppelin Night (..non manca mai!) e ho iniziato a registrare qualcosa di mio.. per ora è un gioco, vedremo!

-­Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

Nel mio set ho sempre usato misure non proprio standard, dal 2003 al 2010 ho usato casse da 26, 13,16,18 poi sono passato a cassa 24,le misure di tom e timpano medesime, il tutto sempre accompagnato da octobans, mentre come rullanti uso molto di più il metallo ma il legno mi piace moltissimo, specialmente la profondità 6,5 è quella che preferisco di più…

-­ Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

Da qualche anno ormai collaboro con Gianluca Aramini e i marchi che distribuisce:
Ludwig vistalite clear 24,13,16 e due octobans 6,8 rullanti due certezze Supraphonic martellato 14×6,5 e supraphonic 14×5
Paiste Giant Beat 24,18,20,15 un Masters dark ride 22”,pst X swiss hats da 16”…
Remo da non molto.. emperor vintage sabbiate sul plexiglass una bomba! powerstroke 3 cassa,cs sabbiata per rullante
Vic-­Firth 55°
ludwig atlas come meccaniche e dw 5000 pedali

-­Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

La sala prove la intendo un po’ come la palestra, un allenamento costante sia individuale che con la band (meglio). L’intesa che si crea in sala prove può far vivere meglio una registrazione o un live.
Parte tutto da lì ed è un posto che frequento da sempre. Ad oggi sto registrando dei provini in uno studio/sala prove e poter sperimentare e registrare allo stesso tempo è sicuramente un valore aggiunto.
Il live è, e rimarrà sempre, la parte più importante ed emozionante di questo
“lavoro” e cerco sempre di viverlo in tutta la sua adrenalina.

-­Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

John Bonham,Tommy Lee,Chad Smith …non possiamo fare tutti tranne tre?

dai Ringo Starr,Keith Moon,Nick Mason,Phil Collins,Carl Palmer,Bill Bruford;Phil
Rudd,Clyde Stubblefield,Jabo Starks,Charlie Watts,Ian Paice,Randy Castillo,Dave
Grohl,Dave Lombardo,igor Cavalera,Charlie Benante,Dave Abruzzese,Jack Irons,Nick Menza,Steven Adler…

-­E invece 3 dischi?

Led Zeppelin III, Appetite for destruction “GNR”, Sgt Pepper’s “Beatles”

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Oltre a cercare una persona/insegnante che faccia crescere la passione per lo strumento, ritengo sia essenziale il confronto con altri musicisti, è molto più stimolante che confrontarsi esclusivamente con se stessi e un libro di esercizi.

-­ Quali sono i tuoi progetti futuri?

Imminente futuro un tour con Adam Carpet…magari non solo in Italia

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Beh potranno anche sostituirci con dei programmi in studio ma non dal vivo!!!
Anche in studio secondo me qualcosa stà cambiando,la tecnologia è arrivata sicuramente a livelli eccezionali ed è giusto sfruttarne il meglio ma penso che ci sarà una controtendenza a questa maniacale precisione.

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