Pietro Bonaiti

pietro-bonaiti_sweet-n-divine-2

(Foto: Vanessa Tommasin)

– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Ciao! Mi sento estremamente fuori luogo a rispondere ad una “mia” intervista per i più disparati motivi, la mia esperienza è nulla rispetto a quella di molti altri, ma a prescindere mi lusinga e diverte quindi ti racconto che la batteria mi ha accecato all’età di 12 anni (prima media) quando, grazie all’amore per la musica nutrito dai miei genitori,  mi è stata concessa la riluttante possibilità di picchiare sui tamburi… Anche se da lì a prendere la batteria ne è passato di tempo!

Tutto ha inizio con un tamburello basco che picchiettato su diversi punti mi permetteva di simulare il suono di cassa e rullante sopra le canzoni dei Derozer con lo stereo a palla.

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

Ho avuto la fortuna di cascare bene fin da subito: ho preso lezioni dei rudimenti e ho potuto incontrare maestri che erano innanzitutto appassionati di musica più che di tecnica… Trasformando quella iniziale folgorazione per la batteria in un rapporto piacevole seppur non fossi un vero e proprio studioso (mi becco ancora le maledizioni di alcuni di loro ahahah). A prescindere reputo la possibilità di studiare una cosa nobilissima e da rispettare, ma lo stesso vale per chi sceglie di andare prettamente per i fatti suoi, sempre che questo porti del bene!

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

La mia prima band con cui ho fatto i primi giri e le prime esperienze è senza dubbio una delle cose che più mi porto nel cuore. Ci chiamavamo Mad Wal (senza una “l” di proposito, anche se non c’era un significato in questa scelta). Urlavamo, sudavamo, e picchiavamo di brutto sui distorsori nei vari circoli Arci in cui ci capitava di suonare. Una figata! Sono abbastanza convinto che sia stata la presa bene di quei primi anni ad alimentare la fiamma che ancora oggi scotta.

Con loro ho fatto la prima demo, poi da quello tutto il resto è venuto abbastanza da sé.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Oggi suono con gli Sweet N’ Divine e Gli Occhi Degli Altri. Due band che si discostano molto nel genere e nel l’approccio ma che “ovviamente” vi invito ad ascoltare perché ci suono io (ahahahah).

A parte gli scherzi sono entrambi progetti fatti da gente che trova la propria fame nella sacrosanta possibilità di trovare energie e risorse da impiegare nella musica e si rapporta ad essa con un estremo rispetto senza trattarla come un gioco o un semplice passatempo, quella cosa lì proprio non fa per me.

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

Il mio ideale di strumento è quello che puoi permetterti lasciando spazio alle finanze per berti una birra al venerdì sera e trovi comunque soddisfacente dalla personale accordatura: carattere nel timbro dei fusti e nell’esplosione dei piatti e un clamoroso “vaffa” alle finiture “brilliant” da “fioccate di sacchi”…che poi si ossidano pure. Comunque sono ovviamente un fan delle misure grosse come quelle di Bonzo dei Zeppelin.

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

Ad ora utilizzo una Sonor s-classix in betulla (13-16-22) alternandola con una batteria fatta da un ragazzo di Torino che ho trovato usata a poco ma che spacca (13-16-26), entrambe pellate Remo controlled sound sui fusti ed Evans Emad su cassa. Di piatti ho un mix tra Zildjian e Ufip e piatti rotti di cui ho scoperto delle timbriche parecchio fighe. Dimensioni tutte dal 18″ in su. Bacchette realizzate da Mr. Drum su dima delle Buddy Rich.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

Le prove sono il momento più importante anche se non deve limitarsi e fermarsi a quello l’attività del musicista, la musica è sì per se stessi ma… Fammela sentire se no che gusto c’è?

In concerto hai il compito di trascinare la tua allegra brigata in uno spettacolo dove racconti principalmente quello che accomuna te agli altri “bagai” che stanno suonando con te e dove se non sei sincero e non scatta nulla perdi il mio interesse.

In studio infine prepari davvero la sala parto per quello che nei prossimi 2 mesi ti farà soffrire come un dannato, ma dalla quale uscirai estremamente soddisfatto: reclusione e questa idea di fare squadra sono tra le cose più belle vissute fino ad oggi.

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

Non nego il fatto che sia una domanda difficilissima… E ti rispondo a metà: Atom Willard, Dave Grohl e tutti i batteristi di colore… Loro hanno una di marcia in più.

-E invece 3 dischi?

Nevermind, I-Empire, And Out Come The Wolves… Anche se pure questa è stradifficile…

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Se lo fai per rimorchiare tanto non ti cagano comunque.

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ora il tour con gli Sweet N’ Divine di cui le prossime date saranno:

5 novembre, Firenze , Cycle Club

19 novembre, Milano, Rock ‘N’ Roll

26 novembre, Dervio, La Preferita

16 dicembre, Officine Sonore, Vercelli

E le altre le trovate qui:

https://m.facebook.com/SWEETNDIVINEOFFICIAL/

E l’uscita del secondo disco de Gli Occhi Degli Altri che è una legnata, informazioni qui:

https://m.facebook.com/gliocchideglialtri/

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Last but not least: la batteria esiste da millenni e “batterista” è solo stato il modo per definire quelli che poi hanno voluto dare forma e significato al “suonare la batteria”. Batteria e batteristi sono imprescindibili e dureranno per sempre, a prescindere dalle mega produzioni dove spesso vengono sostituiti da pattern elettronici o sono ” ingrigliati” come robot… Scegliere una drum machine o qualsivoglia surrogato della batteria “suonata” come succede spesso nella musica passata nelle nostre radio non significa per nulla una brutta cosa, ma di certo non è come avere un batterista che suona una batteria..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...