Alessandro Bonini

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– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Ho iniziato a suonare la batteria a 14 anni dopo aver visto una band metallara di miei coetanei in un garage ad una festa. Ho sempre creduto che “quelle cose li” di suonare le facessero “gli altri” ma quando ho visto quel ragazzino distruggere un set becero di batteria a noleggio ho capito subito quale sarebbe stato il mio successivo passo. Ricordo che lui a fine concerto sparpagliò il set di batteria ovunque e getto le bacchette, io le raccolsi e me le portai a casa per portarmi avanti. Qualche giorno dopo lui mi rintracciò per dirmi che le rivoleva perché aveva solo quel paio e stava facendo le prove con delle gambe di un tavolino!?! Esilarante, grazie Ronnie!

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

Dopo aver praticamente costretto mio padre a noleggiare un set di batteria (80€/mese) di marca sconosciuta mi sono iscritto a lezioni di batteria da un maestro del mio paese. Restai con lui 9 mesi, dopo mille seghe mentali sulla dinamica e i paradiddle lo implorai di insegnarmi a suonare sul serio, che con i paradiddle non si fanno mica i pezzi. Mi svelò la sacra formula del tempo AC/DC e quando lo feci mio lui ebbe un alunno in meno! Da li in poi autodidattismo autogestito.

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

Per la sete di suonare ho avuto esperienze con varie band della mia zona e devo dire anche in generi inconfessabili  tipo goth-rock e cover band a 360° 🙂  ma le esperienze un po’ più consapevoli le ho avute con Ten Story Apartment (post-rock alla primi Mogwai), isRain (Industrial-Rock), Bright Lights Apart (alternative-rock) e attualmente i pazzi LORØ e i santi Rosàrio.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Come dicevo ora suono con i LORØ, un progetto pazzerello con coordinate math-noise-synth dove suono con Riccardo Zulato, anche membro dei Rosàrio, e appunto i Rosàrio dal sound stoner-sludge-metal-frizzantino. Proposte musicali diverse ma sempre con bella gente.

NON CLICCATE QUESTI LINK:

Nuovo disco Rosàrio: https://rosariomusic.bandcamp.com/
Disco LORØ: https://sonoloro.bandcamp.com/releases

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

Il mio ideale eh… credo di essere portato solamente per la batteria, perché è totalmente analogico come strumento. Passo troppo tempo seduto davanti al computer a contatto con la tecnologia e quindi suonare uno strumento squisitamente “analogico” mi da quell’opportunità di staccare ed esprimermi in modo più fisico senza dover pigiare alcun tasto. Hai presente quando salta l’impianto ai concerti e il batterista se ne accorge qualche battuta dopo? E tu senti quei due tre colpi secchi senza tutto il casino delle chitarre? Quello è il batterista che si fa gli affari sui e continuerebbe a suonare! Un altro aspetto è che come indole non sono di sicuro l’anima delle feste, preferisco stare nelle retrovie…e nonostante questo un po’ di ansia la ho sempre. Insomma batteria ti lovvvvo.

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

La questione si fa tecnica e qui io pecco! Ma cercherò di essere all’altezza! Attualmente sto suonando una Tamburo con misure classiche. Cassa 22”, tom 12” & floor tom 16”. È un set un po’ vecchio e maltrattato dall’amico Ronnie ma io mi ci sono affezionato perché la ruggine dei tiranti tiene l’accordatura da dio! Ha un colore che mi piace molto è tipo grigio scuro e si vedono delle belle venature del legno (betulla). Come mentalità sto adottando il minimalismo per stuzzicare la creatività quindi sono passato da 1000 piatti a 3 piatti fondamentali. Sto sperimentando un hit-hat da 18”. Un Sabian AA come bottom e un piatto Pearl(i famosissimi piatti Pearl) credo di cartone come Top. Ha un suono molto ruvido e sembra quasi uno stack ma con più controllo, come backup ho comunque un classico hit-hat da 14” Sabian AA per le occasioni più decorose. Come ride utilizzo un Sabian Omni da 22” che è versatilissimo perché è molto buono sia come ride che come crash, sono proprio contento di quell’acquisto. Poi uso un crash da 20” della UFIP Bionic che è un po rigido ma fa la sua figura e indovinate un po’? Esatto si sta crepando… e qui mi gioco l’endorsement della UFIP a vita. Come rullo uso un bellissimo YAMAHA di Ottone da 14”x 6.5” lo ho da 8 anni e lo tratto da dio perché mi piace. Ha delle belle armoniche che a me piacciono tanto ma fanno bestemmiare i fonici L. Doppio pedale Pearl Eliminator (quello vecchio, non quello con gli inserti arancioni)… È figo perché ha le camme intercambiabili che mi sono state utilissime in quel periodo che ho avuto una Gretsch 26” 14” 16” 18”. La cassa da 26 se la vuoi far cantare gliene devi dare di botta con le gambe.

Come pelli preferisco le sabbiate REMO Powerstroke P3 su tutto in generale ma ormai ci sono più tipi di pelli che batteristi e provarle tutte significa spendere un capitale. Anche qui quindi… minimalismo e rassegnazione.

Bacchette: mi beccate in un periodo di transizione dalle sempre lodate Promark 5B, assolutamente resistenti alle Vic Firth 5B NOVA che sono un pelo più tozze verso la punta ma sono più leggere. Comunque in un’ottica di durata Promark tutta la vita.

Colgo l’occasione per manifestare il mio ODIO ASSOLUTO verso il Rack come concetto.
Definitivamente scomodo in tutte le occasioni.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

In ordine di Stress-Level:

LOW- Prove: Credo che qualitativamente alle prove si suoni meglio, almeno per me è così. Perché si è rilassati e più concentrati su se stessi. Ci sono poche variabili e si è più creativi.

MEDIUM- Registrazione: Qui la creatività tanto sfoggiata alle prove va a nascondersi in favore di un’esecuzione più composta e precisa possibile. In generale mi stressa abbastanza registrare perché alcune parti che alle prove riesco ad eseguire in registrazione non mi convincono più. Il disco Rosario ad esempio è più easy registrato che suonato live.

HIGH – Live. Qui io mi cago. Non sempre ma spesso. Soprattutto con i LORØ. Quando magari le spie peccano o non ci sono, sono in massimo livello di allerta e se faccio piccoli scazzi mi prende l’ansia e generalmente accelero l’esecuzione. Ci sto lavorando. Poi i chitarristi mi fanno le ramanzine.

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

Mah non è difficile per me, eccoli qua:

1 – Abe Cunningham – Deftones. Lui sa come si suonano i piatti, chiedete a lui!

2 – Danny Carey – TOOL. Il classico batterista tentacolare. Quello che ti fa dire “Raga, vendo la batteria, ho chiuso.”

3 – Thomas Pridgen – The Mars Volta/Eros Ramazzotti (è vero hahahaha). Questo essendo nero… oltre che il ritmo nel sangue ha anche della marijuana e nonostante questo vola sulla batteria.

Certo che John Bonham – Led Zeppelin… me lo fai lasciare fuori?!

– E invece 3 dischi?

Ah questa si che è dura! Proviamoci… vediamo cosa mi dice il mio iTunes

  • Nine Inch Nails – The Fragile
  • ZU – Carboniferous
  • ULVER – Eos

Ma non è mica attendibile eh…

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Vista la mia esperienza? Studiate i cXXXo di Paradiddle che poi sono cXXXi 🙂
Scherzi a parte non saprei… sicuramente iscrivetevi al corso di batteria del vostro paesino ma non restateci a lungo, cambiate maestri, GUARDATE I BATTERISTI AI LIVE! C’è da imparare trucchetti da tutti, anche dai batteristi pessimi, ho visto delle genialità assurde da batteristi davvero poco tecnici. Guardate i video su YouTube, c’è un canale che si chiama Drumeo:

https://www.youtube.com/user/freedrumlessons

li dentro ci sono lezioni da paura per tutti i livelli. A partire da “Quale di questi fusti è il timpano?!” a “Il blast-beat a 240bpm me lo fai un po’ sporchino…”. Io lo guardo spesso!

Guardatevi questo:

https://www.youtube.com/watch?v=8pFysHHLM08

È adorabile come spiega la batteria suonandola!

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Dopo diventare milionario? Portare fuori il nuovo disco Rosàrio in più locali possibili! È mettermi col culo sulla sedia per scrivere le parti di batteria del nuovo capitolo LORØ.

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Domanda profonda. Momento solenne. Nonostante gli sforzi di digitalizzare il più possibile anche questo strumento io credo che la batteria acustica come concetto resterà per sempre nell’ambito rock come lo è stato fino ad oggi, anche per questioni estetiche. Un bel set di batteria acustica con le luci del palco ha sempre il suo fascino!

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