Alessandro Piputto

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– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Avrò avuto 7-8 anni e mio padre voleva che studiassi chitarra, mia madre il pianoforte. Io volevo fare casino ed ho scelto la batteria.

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

Mi sono diplomato alla Dante Agostini (importante scuola di batteria europea), sostenendo esami in Svizzera e a Parigi. Attualmente insegno per questa scuola, nella sede italiana di Udine (www.danteagostiniudine.com). Ho frequentato svariati corsi anche per quello che riguarda le altre percussioni, soprattutto quelle classiche.

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

Ho sempre avuto l’opportunità di suonare nei più svariati contesti, dalla musica heavy metal alla musica classica, quindi ritengo che ogni concerto sia stata un’esperienza significativa nella mia crescita musicale. Se proprio devo ricordare degli episodi, sicuramente l’esecuzione della mia prima opera, “La Traviata” di Verdi (con il favoloso Coro Egidio Fant del M.° Turissini) è stato uno dei momenti più impegnativi ed emozionanti …mi rendo conto che è un ricordo poco rock…ah ah

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

I miei progetti rock sono gli YENA ed una cover band 100% grunge, gli I LOVE DISAGIO. Ho tre progetti acustici dove suono il cajon , gli HARD LEMON, i RADIOACOUSTIC e WINEPLUGGED, progetto che fonde assieme musica, alta cucina e degustazioni di ottimi vini. Inoltre collaboro come percussionista per molte orchestre sinfoniche,orchestre a fiato e gruppi corali.

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

Non ho un ideale preciso…mi capita spesso di variare il mio set up al variare dei progetti…sicuramente preferisco i set up minimali con solo lo stretto necessario

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

Nei live degli YENA uso una Tama Starclassic B/B (cassa 22”, rullante 14”, tom 10” e timpano 16”) montante pelli Remo. Come hardware uso tutto Yamaha, tranne il pedale  Tama.Uso Sabian per i crash (AAX da 18” e un HHX da 16”), per hi-hat, ride e china uso Zildijan (Rock Hi-Hat da 14”, Ride A Custom da 20” e China Oriental da 18”). Attualmente uso bacchette 5AB della Drumart. Per la musica classica uso invece il modello 5B.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

Sicuramente la registrazione in studio è la fase più complicata e che richiede maggior preparazione. Registrarsi mentre si studiano i pezzi è fondamentale per curare ogni dettaglio. Anche per le prove mi preparo attentamente a casa, in modo da lavorare in sala esclusivamente sull’insieme e sulla costruzione dello spettacolo. Che dire del live….bisogna dare tutto, in modo che lo spettatore non senta solo la tua musica, ma soprattutto la tua anima.

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

Effettivamente è difficile scegliere solo tre batteristi! Adoro Mark Zonder (ex Fates Warning)per i raffinati e mai invasivi tecnicismi, Ben Mize (ex Counting Crows) per la dinamica e la musicalità e Pat Torpey (Mr Big) per il suo modo unico di suonare hard rock

– E invece 3 dischi?

Nasco e resterò sempre un rocker romantico e sentimentale…ahah…quindi direi “Prisoners in paradise” degli Europe, “Vital signs” dei Survivor e “This desert life” dei Counting Crows.

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Suonare il più possibile e nelle situazioni più disparate, in modo da essere flessibile mentalmente e musicalmente. Ascoltare ogni consiglio,rimprovero e far tesoro di tutte le esperienze. Prima di diventare un buon musicista, bisogna essere un ottimo ascoltatore.

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Suonare moooolto più ROCK!!!! Amo tutta la musica, ma il rock è nel mio cuore!

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Negli ultimi anni c’è stata una grandissima evoluzione tecnica, con batteristi sempre più veloci e precisi. Spesso a discapito della musicalità. Sperò che in futuro questa dote non venga sempre più messa in disparte. La capacità di “far musica” sarà sempre la qualità che distinguerà un batterista da un altro.

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