Luca Ferrari

luca-ferrari– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Tutto nasce grazie a mio fratello Alberto (Cantante, Chitarra, Piano, ecc. del nostro gruppo). Lui suonava la chitarra e quindi decidemmo che non era male se avessi suonato la batteria, cosi avremmo potuto divertirci insieme. Devo dire che per i primi 2 o 3 anni non fu proprio amore. Non me ne fregava molto e mio fratello doveva quasi obbligarmi a suonare. Poi, più o meno nel ’93 iniziai ad appassionarmi e a capirla.

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

Non ho mai studiato, magari lo farò prima o poi. Ho ascoltato e guardato un sacco di musica e di batteristi, copiando qua e là. Sono autodidatta.

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

Ho sempre dedicato tutto ai Verdena, più o meno suoniamo insieme da sempre io e mio fratello. Il nostro primo Demo è del ’96 ed era tutto in inglese tranne due pezzi in italiano. Al basso c’era un ragazzo di nome Maurizio. Tra il ’97 e il ’98 abbiamo fatto il nostro secondo Demo, questa volta tutto in italiano. Al basso da qual momento in poi c’è stata Roberta. Nel ’99 stampiamo il nostro primo Album omonimo e nel 2001 è la volta di “Solo un grande sasso”. Nel 2004 esce “Il suicidio dei Samurai”, primo disco interamente registrato da noi. Da li in poi sarà sempre così. Nel 2007 esce “Requiem” e nel 2011 è la volta di “Wow”. Nel 2015 esce il nostro ultimo album “Endkadenz”. Oltre ai Verdena ho fatto molte date insieme ai “Jennifer Gentle” ed ho suonato tastiere e Synth con gli 83705CH1. Più o meno nel 2000 avevo un gruppo tutto strumentale chiamato “Interstellar Experiment” ed abbiamo collaborato con Manuel Agnelli nel 2005 per delle Cover (Beatles, Stooges). Infine segnalo gli “Universal Sex Arena”. Queste sono state le mie esperienze principali. Aggiungerei anche le collaborazioni con Mauro Pagani su “Requiem” e Marco Fasolo su “Enkadenz”.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Al momento non ho particolari progetti in essere.

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

Non è che ne abbia uno ideale. Mi piacciono le casse grosse, ed anche il Ride deve esserlo. Adoro le Ludwig.

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli e bacchette

Batterie: Dal ’99 ho sempre usato la stessa Ludwig nei concerti. Cassa da 26”, Tom da 14”, Timpano da 18”. Da qualche anno ho preso una Rogers degli anni ’70 con cassa da 24”.

Rullanti: Dal 2014 uso un Black Beauty Ludwig 14” x 6,5”, ed ho un altro rullante in legno sempre Ludwig, molto profondo.

Piatti: Uso un po’ di tutto. L’unico che non deve mancarmi è il Ride Paiste 2002 da 24”.

Pelli: Ho sempre usato Remo, ma mi piacciono anche le Evans.

Bacchette: Vic Firth Rock

Hardware: Completamente a caso, ho un sacco di marche diverse.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

Le prove sono uno dei momenti più belli, libertà pura. Per prove intendo soprattutto quando si scrivono le canzoni e prendono forma, è molto eccitante. Anche fare le prove prima del Tour è molto divertente, tirare fuori vecchi pezzi che non suoni da anni per provarli. Riuscire a trasformare quello che hai fatto in un disco è sempre entusiasmante, è come giocare. Poi ci sono le registrazioni che a volte vanno bene e a volte no, e a volte sono anche noiose. Noi Verdena abbiamo questa cosa che i provini che facciamo per i dischi ci piacciono troppo, ci fissiamo e a volte è difficile eguagliarli. Il Live è sempre adrenalinico e abbastanza pieno di ansia. Quando il concerto va alla grande è quasi impossibile prendere sonno, è una bella atmosfera.

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile !

Se parliamo di vera e propria influenza, quella primaria e giovanile, direi: John Bonham, Dave Grohl, Dale Crover e Kjetil Gjermundrød. Sono quelli che ho ascoltato e guardato di più

– E invece 3 dischi?

Ne dico 4, quelli che proprio mi hanno cambiato:

Pink Floyd – “The Piper At the Gates Of Dawn”

Nirvana – “Nevermind”

Led Zeppelin – “IV”

Flaming Lips – “The Soft Bulletin”

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la batteria?

Non so, forse consiglierei all’inizio di fare pratica per un po’ finche non si è un po’ sciolti e si riesce a fare qualche ritmo. A quel punto si è ancora acerbi ma con un po’ di personalità acquisita e si può iniziare a studiare qualcosa, qualche rudimento per consolidare la propria personalità e in più essere pronti a tutto tecnicamente e viceversa.

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Spero di fare qualcosa di nuovo presto.

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

Questa è una domanda difficile! Un futuro senza pulsazioni è comunque difficile 🙂

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