Luca Guidi

17807170_1863687683848451_1506403109_n– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?

Ricordo perfettamente il giorno in cui è scattata la molla… avrò avuto 11 anni e
stavo giocando al flipper in un bar , quando arriva un’amica che mi chiede se voglio
accompagnarla ad ascoltare le prove di una band di paese… dopo un quarto d’ora
mi ritrovo dentro una sala prove buia e fumosa , davanti a me una Pearl rossa
doppia cassa con 1 milione di Tom ed altrettanti piatti… mentre la band suona non
riesco a staccare gli occhi nemmeno per un attimo dal batterista , ero entrato in
un’altra dimensione!!!
Dal giorno dopo ho iniziato a costruirmi con barattoli e lamiere una pseudo batteria
fino al giorno in cui i miei genitori mi hanno regalato la mia prima batteria… una
Maxwin degli anni 70 usata… Da quel momento in poi è stato un crescendo di
interesse , passione ed impegno quotidiano verso questo fantastico strumento!!!

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta?

Per i primi due o tre anni sono stato un autodidatta poi per un paio di anni ho preso
lezioni private e dopo ho iniziato a frequentare la classe di percussioni del
conservatorio studiando con il M°JONATHAN FARALLI e parallelamente a questo
percorso ho continuato a studiare batteria con insegnanti privati…
In seguito ho scelto di dedicarmi completamente alla batteria e da quel momento ho
sempre studiato frequentando corsi con molti insegnanti tra cui MARCO BARSANTI
e GIOVANNI GIORGI con quest’ultimo presso il CPM di Milano.
Tuttora prendo parte a seminari e MasterClass che riguardano un po’ tutti i generi ,
l’ultima con ROBERTO GATTO , per esempio.
Questo per dire che per me lo studio è vitale sia per evolversi che per esplorare
anche stili che magari non fanno parte del nostro modo di suonare… oltre che per
stare sempre allenati e aggiornati su questo strumento che è in continua
evoluzione…

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?

La prima esperienza importante l’ho avuta con i BRAT band Rock Toscana in quel
caso uscì il mio primo disco seguito da un piccolo tour italiano e da un videoclip in
rotazione sulla allora tmc 2…. Che fantastici ricordi!
A seguire , un’altra esperienza importante l’ho vissuta con i MONDO-R , lo ricordo
veramente con felicità perché furono i miei primi passaggi su Radio Deejay e poi
ricordo il bellissimo tour di spalla agli ZEROPOSITIVO… poi sono arrivati i VICK
FRIDA in quel caso per me è iniziato un percorso importante anche in studio di
registrazione collaborando con grandi artisti come MARIO VENUTI e MAURO
ERMANNO GIOVANARDI oltre che la collaborazione con GIOVANNI BAGLIONI
seguita da un tour nei teatri italiani…
Un’altra tappa fondamentale per me è stata quella con ANDREA BOCELLI in
occasione di un concerto che abbiamo tenuto a Marrakech nel quale si è esibita
anche SHAKIRA…
Infine l’esperienza che continua tuttora con i RHUMORNERO a partire dal primo
singolo “Schiavi moderni” in rotazione su Virgin Radio fino ad oggi con l’uscita del
terzo album EREDI… questo progetto mi sta dando tanto al livello di attività in studio
e di live , ma soprattutto mi permette di incontrare e di collaborare con persone
professionali e di fama come MARCO BIONDI e PIERFILIPPO COLOMBI (Virgin
Radio) oltre che con produttori importanti come ad esempio PIETRO FORESTI ,
imparando da esse a conoscere sempre di più il mondo musicale che ci sta intorno.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?

Ad oggi sono completamente assorbito dal progetto RHUMORNERO tra
registrazioni e concerti… in più ho appena inciso l’ultimo disco dei LAMBSTONE ,e
sto collaborando sia in studio che live con il cantautore italiano SAMUELE
BORSO’…

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?

In realtà più che di “ideale di strumento” mi verrebbe da dire lo “strumento ideale”
cioè il set che vado a comporre a seconda del contesto in cui devo suonare… cerco
sempre dei suoni giusti sperimentando e cambiando continuamente soprattutto in
studio… ma per rispondere più precisamente alla tua domanda lo strumento che più
mi rispecchia è un set dal suono molto scuro , pochi fusti (cassa/rullo/tom/timp) e
piatti con misure abbastanza grandi… ultimamente sto anche inserendo un po’ di
elettronica con pad , ecc… comunque il tutto basato su suoni molto scuri , gravi e
potenti.

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware, pelli
e bacchette

Batteria: CVL
Cassa: 22×20
Rullante 14×7
Tom 12×7
Timpano16x16

Piatti: Sabian (Ride 22” HHX Legacy Heavy ,Crash 19” HHX X-Treme , Crash 18”
HHX Evolution ,Crash 18” AAX O-Zone , Hi Hat 13” HHX Groove Hats , Cymbal Disc
6”).

Hardware: Tama Roadpro/Pearl Eliminator(Hi hat/Pedal)

Pelli: Remo (Powerstroke 3 /Pinstripe/Controlled sound)

Bacchette: Drum Art 2B

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e live..Come li affronti?

Per me la fase più divertente , ma allo stesso tempo più faticosa , è quella legata alle
prove…la affronto cercando di tenere la mente più aperta possibile cercando di
sperimentare e di provare più soluzioni e combinazioni sia nella fase di
arrangiamento che durante la scelta dei suoni.
Per me questa fase è molto stimolante perché , oltre alla parte legata strettamente al
mio strumento , mi occupo anche di alcuni arrangiamenti e parti che riguardano
synth , archi , piani , ecc…Con i RHumornero registriamo ogni singola prova e
quando torno a casa nel mio studietto mi riascolto e arrangio tutte le parti , faticosa
proprio per questo , magari dopo sei ore di prove ne passo altre 4 per lavorando
sulle tracce per la registrazione del giorno seguente…ma questo per me è di vitale
importanza per sentire se il pezzo e le parti girano nella maniera giusta!
Le altre due fasi (registrazione e live) presentano a mio avviso uno stress ed una
tensione che va gestita…Per quanto mi riguarda affronto la cosa anticipandomi e
lavorando bene su ogni singola parte così da arrivare in studio o sul palco tranquillo
e sempre con un set di batteria affidabile e curato nel minimo dettaglio (soprattutto in
studio) , inoltre cerco sempre di avere diverse soluzioni sonore che possano servire
all’occorrenza; questo mi permette sia in studio che live di suonare sereno , di
divertirmi e di imparare sempre qualcosa alla fine di una sessione in studio o alla fine
di un concerto.

Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi sceglieresti? Domanda volutamente difficile!

Matt Cameron – Jason McGerr – Dave Grohl

E invece 3 dischi?

“SUPERUNKNOWN” (Soundgarden) – “PURPLE” (Stone Temple Pilots) –
“UNDER THE TABLE AND DREAMING” (Dave Matthews Band)

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la
batteria?

Per prima cosa consiglio di avere molta pazienza , soprattutto durante la fase dello
studio , concentrarsi su poche cose ma fatte bene… essere autocritici ma anche
soddisfatti dei propri progressi , senza piangersi troppo addosso o stare ad inseguire
certi miti…
Un’altra cosa che consiglio e che io faccio tuttora è quella di trovare una
propria vocazione sullo strumento così da raggiungere un proprio suono ed un modo
unico ed originale di suonare la batteria , a mio avviso è questo che determina la
riconoscibilità o se vogliamo la fama di un musicista… credo che sia in base a
questo che un musicista venga più o meno richiesto!
Ah dimenticavo…essere sempre creativi ma soprattutto divertirsi a palla!!!

– Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sicuramente sarò impegnato con i RHUMORNERO , stiamo gia scrivendo
nuovi brani per il nuovo album ed abbiamo un sacco di altre cose che stanno
bollendo in pentola ma che per adesso non posso svelare…Sto lavorando
anche ad altri progetti che riguardano la didattica e le scuole dove insegno
(corsi , seminari ,ecc…) inoltre sto preparando alcune date con il cantautore
SAMUELE BORSO’ per questa estate…

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?

E’ innegabile che la tecnologia sia entrata di prepotenza all’interno delle produzioni
musicali e che quindi abbia tolto un po’ di spazio all’espressività e alla creatività del
batterista, ma è anche vero che grazie alla tecnologia abbiamo molte più possibilità ,
sia al livello di arrangiamento che al livello sonoro , inoltre secondo me molti suoni ,
campioni, ecc… suggeriscono idee ed aiutano anche la composizione…
Tutto questo per dire che in generale sono ottimista riguardo al futuro della batteria e
del batterista a patto che ci sia sempre uno sforzo nello spingersi in avanti attraverso
la sperimentazione e la creatività , anche integrando il lavoro con nuovi strumenti e
nuovi suoni , questo dal mio umile punto di vista…
La musica e i generi musicali sono in continua evoluzione , non dobbiamo fare altro
che camminare a braccetto con questa evoluzione ascoltando ed osservando
sempre tutto quello che ci circonda , suonando e studiando sempre in maniera
attuale e cercando sempre di evolversi, tenendo chiaramente presente anche la
tradizione…
Credo che se sapremo far bene questo, la figura del batterista sarà al sicuro e
potremo stare tranquilli e sereni per i prossimi 200 anni!!!
Un Saluto a tutti!

 

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