Daniele Mortarino

Moratino– Partiamo dall’inizio…Quando e come nasce il tuo amore per la batteria?
L’amore per questo strumento nasce quando avevo all’incirca 12 anni, mi ricordo che quando ascoltavo della musica usavo le bacchette cinesi e suonavo .a vuoto immaginando di avere la batteria davanti a me.

– Come è proseguito poi il tuo percorso? Hai studiato o sei autodidatta
Quando ho capito che suonare la batteria faceva parte di me ho iniziato, con l’aiuto dei miei genitori, a cercare qualche insegnante che mi accompagnasse in questo percorso.
All’inizio ho sempre avuto insegnanti privati. Marco Stella, con cui ho fatto tre anni di lezioni e devo dire che mi ha aiutato molto a solidificare le basi; poi ho cambiato e ho iniziato un nuovo percorso con il maestro Daniele Armenti, con cui ho studiato in modo più approfondito.
Nel 2010 mi sono trasferito a Bologna per frequentare la Music Academy 2000, dove mi sono diplomato; lì ho studiato con batteristi di nota come Bruno Farinelli e Paolo Valli.

– Parliamo ora delle tue esperienze artistiche, puoi raccontarci le tappe più importanti?
Da quanto ho iniziato a suonare ho avuto un sacco di gruppi, dal Piemonte a Bologna con cui ho collaborato e condiviso palchi, però il progetto VOLIUM mi ha segnato di più.
In questa band ho avuto le prime e importanti esperienze nel mondo della musica, non solo nel suonare, ma anche rispetto a come comportarsi e proporsi.

– Attualmente invece in quali progetti sei coinvolto?
Da Gennaio di quest’anno sono entrato a far parte della “famiglia” THE HUMAN TORNADO, progetto che secondo me è “adrenalinico”, soprattutto da suonare live, infatti il nostro bellissimo chitarrista Simone Gorini, definisce questo genere Rock Proteico…l’aggettivo non può essere più azzeccato.
A ottobre dell’anno scorso è uscito il nostro primo album STORM IN A KETCHUP.
Un altro progetto molto importante è INFINITY IN THE END, un duo chitarra/voce, batteria e con l’aggiunta di sequenze, dove si fa dell’Electro Clash/Industrial…MOLTO INTERESSANTE.
Attualmente stiamo lavorando al nostro primo Album.

– Passiamo al lato più legato allo strumento… Qual è il tuo ideale di strumento?
Per me è fondamentale riprodurre il suono che voglio che cambia a seconda dei contesti e dei generi musicali, per questo ogni volta sperimento set-up differenti.
In fondo credo di non avere ancora un solo ideale di strumento.

– Per quanto riguarda il tuo setup attuale, cosa utilizzi? Batterie, piatti, hardware,
pelli e bacchette
Possiedo una Ludwig Epic Modular Kit, una batteria molto particolare con un suono compatto e fermo. La cassa si divide in due e diventano due mini kick drum.
Il kit è formato da cassa 20X18, tom 12×8 e timpano 16×14.
Ho 4 rullanti e di solito utilizzo un Pearl signature Ian Paice, è quello che mi soddisfa più di tutti.
Per quanto riguarda i piatti per adesso mi sono focalizzato sugli Ufip Natural e Rough Series.
Sul tom e timpano sto usando delle Remo Emperor Clear, mentre sul rullo sto provando un Evans
G2 Coated e devo dire che ne sono veramente contento.
Per quanto riguarda le bacchette uso Vich Firt 5b.

– Tre momenti fondamentali per il musicista, prove, registrazione in studio e
live..Come li affronti?
Io trovo che le prove siano la fase più complicata e al contempo più stimolante: bisogna mettersi in gioco portando abilità, competenze e soprattutto creatività e in questo è importante essere flessibili, molto dipende dal genere musicale che stai affrontando.
La registrazione in studio è il momento in cui solidifichi tutto ciò che è stato fatto. Mi piace la concentrazione di questo memento perchè mi fa più “entrare” nel pezzo.
Il live invece è il momento dell’esplosione in cui condividi il tuo lavoro con il pubblico ed è veramente gratificante.

– Se dovessi scegliere solo 3 batteristi che ami e che ti hanno influenzato, chi
sceglieresti? Domanda volutamente difficile !
Il mio primo batterista preferito è stato Tré Cool dei Green Day, mi ha sempre affascinato il modo in cui tiene il tempo sul Hi Hat…un treno.
Il mio secondo batterista preferito è stato Steve Jordan, mi fa impazzire il suo groove.
Il terzo, non meno importante è Ilan Rubin, mi piace perchè lui cerca sempre di fare dei groove particolari e quando li senti sai che è lui.

– E invece 3 dischi?
Led Zeppelin III
Green Day – Dookie
Rancid – And out come the wolves

– In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a suonare la
batteria?
I mie consigli sono semplici e diretti:
prendere spunto ma non copiare
coltivare il proprio personale rapporto con lo strumento
registrarsi e riguardarsi per capire su cosa lavorare
DIVERTIRSI
fare conoscenza con più artisti possibili.

– Quali sono i tuoi progetti futuri?
Con i THE HUMAN TORNADO stiamo lavorando al nuovo album che è ancora in fase embrionale, mentre quest’autunno ci sarà la seconda parte del nostro tour di STROM IN A KETCHUP.
Per quanto riguarda INFINITY IN THE END promuoveremo il nostro album organizzando un tour.
Inoltre voglio migliorare le mie tecniche d’insegnamento.

– Ultima domanda, come vedi il futuro della batteria nella musica di oggi?
Sicuramente al momento c’è più spazio per la figura del batterista anche come solista, questo è molto interessante perchè stimola l’approccio a questo strumento e diffonde la cultura del suonare la batteria.
Identifico il futuro con Michael Shack, un batterista con un set-up elettronico che da solo crea uno show pazzesco.

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